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Trasposizione cybernautica di alcune menti attive del Liceo Scientifico Statale "Giordano Bruno" di Torino, o che da lì sono passate, che declamano qualche pensiero sulla scuola, sui giovani ed un po' su tutto, portando nel libero oceano del web quella voglia di capire il nostro presente e quel pregiatissimo nome che appartengono al giornale d'Istituto:
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mercoledì, 08 novembre 2006
Che fine faremo?
Era da tanto, troppo tempo che non scrivevo. Ora che sono co-Direttore del Carpe Diem (in pectore insieme alla bravissima Chiara Albano) e rappresentante d'Istituto mi sento quasi obbligato a scrivere, ma in realtà l'unico motivo che mi spinge è il voler cominciare a rifare vivere quella trasandata scuola di via Marinuzzi dalle fondamenta.
Ormai viviamo in un mondo che corre troppo lasciandoci indietro e se per caso ci si ferma a riflettere un pò, si viene calpestati da ciò che ci circonda senza nemmeno potersi rendersi conto di quello che ci è successo. Ogni persona ad un certo punto del proprio percorso di vita, si ferma a pensare al suo passato, a osservare il proprio presente e ad immaginare il proprio futuro. Ebbene io mi sono messo nella mia piccola mansarda, su un comodo divano, a pensare al passato e ad osservare il mio presente; fino a 4 o 5 anni fa c'erano ragazzi più grandi di me ed alcuni miei coetanei che erano interessati a capire i problemi e le situazione che li circondavano e unendosi cercavano di trovare delle soluzioni, di capire le cause e di organizzare qualcosa che sembrava utile. Questi baldi giovani erano spinti da dei genitori che poco o nulla avevano avuto dalla vita e che cercavano non solo di far diventare i figli bravi e intelligenti ma anche autonomi in un mondo difficile, ed erano aiutati da professori in gamba che poco si preoccupavano di perdere 10 minuti delle loro lezioni per cercare di formare coloro che sarebbero stati il futuro. Questo è il pensiero rievocato dal mio cervellino riflettendo sul passato ma ciò che esso proietta sul presente è molto diverso e si può riassumere così: attualmente la maggior parte dei ragazzi vede quelli che si sbattono con aria superiore come per dire "questo non ha un cazzo da fare", senza però capire che quel ragazzo usa il suo tempo (molti utilizzerebbero il verbo "spreca" al posto di "usa"), per fare cose utili a tutti e credo che se qualcuno capisse l'importanza di socializzare invece di passare l'intero pomeriggio davanti alla tv o immersi nel computer, magari interessandosi un pò di ciò che li circinda tutto sarebbe diverso. Ma d'altronde perchè non dare retta ai bravi genitori che tengono in una scatola dorata i propri figli in modo tale da non farli abituare al brutto mondo che c'è là fuori? Inoltre bisogna dire che ormai è fuori moda fare l'insegnante preoccupato per il futuro, è meglio entrare in classe e fare la solita lezione di storia dell'arte perchè tanto la scuola serve solo a quello, istruire e non formare...
Mi è sempre piaciuto dire a chi criticava la mia scuola: "al Giodano Bruno insegnano e pensare, nelle altre scuole istruiscono e basta", ma adesso non ne sono più così convinto a causa tutti questi elementi sopra elencati. Per concludere, esposti i miei dubbi e i fatti noti a tutti, vorrei che voi trovaste una risposta ad una mia domanda: CHE FINE FAREMO?

Postato da: CarpeScire a 22:19 | link | commenti (4) | commenti (4) (popup) |
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