Trasposizione cybernautica di alcune menti attive del Liceo Scientifico Statale "Giordano Bruno" di Torino, o che da lì sono passate, che declamano qualche pensiero sulla scuola, sui giovani ed un po' su tutto, portando nel libero oceano del web quella voglia di capire il nostro presente e quel pregiatissimo nome che appartengono al giornale d'Istituto:
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Ecco una interessante lettera inviata ad una rivista, alla quale risponde un noto filosofo contemporaneo italiano: Umberto Galimberti.
Basta pentirsi
Scrive Nietzsche in La Gaia Scienza: "La pena ha lo scopo di far sentire migliore colui
che la infligge. Questa è l'ultima via di scampo per i difensori della pena"
"Non le sembra che il nostro tempo sia insieme atroce e divertente? Si legge che il povero Barnabei, condannato a morte, ha fatto appello al Papa e il Papa ha raccomandato la grazia, ma il Catechismo Cattolico al n°2266 prevede la pena di morte. Ecco il testo del Catechismo : della. Chiesa Cattolica, Edltrice Vaticana 1992: "Difendere ;'/ bene comune della società esige che si ponga l'aggressore In stato dì non nuocere. A questo titolo, l'Insegnamento tradizionale della Chiesa ha riconosciuto fondato II diritto e dovere della legittima autorità pubblica di infliggere pene proporzionate alla gravita del delitto, senza escludere, in casi di estrema gravita, la pena di morte. Per analoghi motivi, i detentorl dell'autorità hanno II diritto di usare le armi per respingere gli aggressori della comunità civile affidata alle loro responsabilità. La pena ha come primo scopo di riparare al disordine introdotto dalla colpa. Quando è volontariamente accettata dal colpevole, la pena ha valore dì espiazione. Inoltre, la pena ha lo scopo dì difendere l'ordine pubblico e la sicurezza delle persone. Infine, la pena ha valore medicinale: nella misura del possibile, essa deve contribuire alla correzione del colpevole".
Al n°2309 dello stesso testo si prevede la cosiddetta "guerra giusta". Questo articolo è stato citato dal Vescovo ordinario militare a chi gli obiettava l'inopportunità dell'assistenza spirituale nelle basi dei caccia Italiani presenti nel Kosovo. Ecco il testo: "Si devono considerare con rigore le strette condizioni che giustificano una legittima difesa con la forza militare. Tale decisione, per la sua gravita, è sottomessa a rigorose condizioni di legittimità morale. Occorre contemporaneamente: Che II danno causato dall'aggressore alla nazione o alla comunità delle nazioni sia durevole, grave e certo. Che tutti gli altri mezzi per poni fine sì siano rivelati impraticabili o Inefficaci. Che ci siano fondate condizioni di successo. Che il ricorso alle armi non provochi mali e disordini più gravi del male da eliminare. Nella valu-tazìone dì questa condizione ha un grandissimo peso fa potenza del moderni mezzi di distruzione. Questi sono gli elementi tradizionali elencati nella dottrina detta della "guerra giusta". La valutazione di tali condizioni di legittimità morale spetta al giudizio prudente dì coloro che hanno la responsabilità del bene comune". Vista la situazione, la filosofia come riso, come navigazione leggera nel gran mare della stupidità è una buona imbarcazione? Roberto Berton - Marghera (Ve)"
"No, non è una buona imbarcazione. lo preferisco, ma la sua lettera mi fa pensare che la preferisce anche lei, l'imbarcazione di Greenpeace che, quando può, fa irruzione per denunciare le scelleratezze di questo mondo.
La Chiesa cattolica è solita procedere su due binari: il pulpito e il confessionale. Dal pulpito si enunciano le regole e dal confessionale si assolvono le deroghe, creando nel credente quella doppia coscienza per cui si può fare quel che di per sé non si potrebbe fare. Tutti i fenomeni di pentitismo: dai brigatisti ai mafiosi, dai mafiosi ai corrotti, dai corrotti a queli che non pagano le tasse, viene da questa bella educazione, che non troviamo ad esempio nei Paesi nordici a cultura protestante, dove la coscienza di ciascuno deve vedersela dirattamente con Dio, senza l'intermediazione dell'assoluzione del prete. Venendo ai suoi due quesiti: la "pena di morte" e la "guerra giusta" sono posizioni che la Chiesa eredita dalla sua lunga tradizione, che si è costruita quando la società era semplice e gli strumenti di giudizio eielementari. Non potendo smentire se stessa (è stato di recente beatificato Pio IX che ha proclamato l'infallibilità del Papa) la Chiesa cattolica mantiene queste posizioni nel suo catechismo che nessuno legge, e poi le smentisce nella sua predicazione e nella sua invocazione alla pace e all'aboiizione della pena di morte, che tutti ascoltano. In questo modo la cultura della doppia coscienza, che è poi la cultura della falsa coscienza, viene ribadita, consentendo a chi la alimenta vie d'uscita per giustificare situazioni e comportamenti politici a cui non ci si può opporre. Ora è a tutti evidente che non si può difendere fino allo spasimo la vita dell'embrione e poi non cancellare dal catechismo l'ammissione della liceità della pena di morte. Così come non è possibile dichiarare la liceità della "guerra giusta" quando la complessità raggiunta dalle nostre società e l'intrico indiscernibile dei colossali interessi sottesi e non dichiarati, rende indecidibile cosa è "giusto" e cosa è "ingiusto". Ma tant'è. Conservare certe espressioni nei testi canonici può sempre offrire una via d'uscita in tutte le situazioni imbarazzanti, dove può essere difficile o poco opportuno prendere una netta posizione."